Mai come in questo caso ci viene da dire: “grazie Madre Natura!”
Infatti, l’atropina è il principale alcaloide prodotto dall’Atropa belladonna, che proprio per questo è classificata come pianta velenosa.
L’ingestione di atropa belladonna porta a difficoltà di deglutizione, sete, arrossamento della cute, bradicardia seguita da tachicardia, aritimie, stipsi e dilatazione delle pupille con perdita dell’accomodazione.
Tali effetti sono dovuti alla capacità dell’atropina di bloccare dei recettori detti “muscarinici” che si trovano in vari distretti dell’organismo.
In terapia viene utilizzata per l’ipermotilità intestinale o prima dell’anestesia totale per ridurre la secrezione salivare, ma quel che più ci interessa in questa sede è il suo effetto a livello oculare.
Se è il “classico” collirio che utilizza l’oculista per far dilatare la pupilla (midriasi dovuta al mancato accomodamento alla luce) e valutare il “fundus oculi” ha come effetto collaterale di paralizzare l’accomodazione e quindi far vedere tutto un po' “sfuocato” per un breve periodo, impedendo inoltre la convergenza dei globi oculari.
E proprio per queste sue proprietà viene utilizzata per controllare la progressione della miopia, specie nei bambini.
La miopia negli ultimi 25-50 anni ha subito un incredibile aumento di incidenza e si stanno quindi valutando azioni sia su componenti ambientali (stile di vita in primis) sia rimedi che possano rallentarne la progressione.
Sulla base di questi dati epidemiologici, molti ricercatori hanno investigato circa la possibilità di un uso clinico dell’atropina come colliroi per rallentare la myopia (sulla base dei suoi effetti a livello oculare in test pre-clinici).
Chia e Lu hanno somministrato atropina in collirio a concentrazioni dello 0.5%, 0.1%, or 0.01% una volta al giorno in entrambi gli occhi.
Lo studio ha osservato che, se la riduzione della myopia era maggiore alle dosi più elevate durante il trattamento, una volta sospeso lo stesso le concentrazioni minori davano meno “effetto rimbalzo” e manteneveano più stabili I risultati ottenuti. L’aspetto interessante è che lo studio è durato 5 anni e che le concentrazioni utilzzate non ha registrato effetti collaterali degni di nota lungo tutto il period dello studio.
Altri studiosi hanno riportato un allargamento dello pupilla, tanto minimo da non rappresentare un problema per il paziente, e soprattutto ristabilito non appena si è sospeso il trattmaento. Per quanto riguarda l’efficacia, si consideri che il trattamento con atropine reduce della metà il rischio di evoluzione della myopia (rispetto ai soggetti non trattati).
Altri studi suggeriscono che, se la somministrazione giornaliera risulta difficoltosa, anche la somministrazione 1 o 2 volte a settimana di concentrazioni più elevate risulta equlmente efficace (salvo effetto rimbalzo al termine del trattamento).
Perchè permettere ad un bambino di giocare senza occhiali… questa sembra si una magia!
Luca Guizzon
Fonti: